Programma Elettorale Completo
Alice Marras
Programma Ersu triennio 2010 - 2013
L’Ersu dovrebbe essere il primo strumento di integrazione e di aggregazione per ogni studente, sia egli in sede, pendolare o fuori sede. L'Ente, invece, funziona come un lento e macchinoso apparato burocratico, poco vicino ai reali bisogni degli studenti.
- Cittadinanza studentesca
Risulta per noi impensabile che, come succede attualmente, lo studente universitario venga considerato un costo, un peso per la società e non una risorsa su cui investire.
Lo studente è una risorsa umana, sociale ed economica per tutta la comunità. In quanto tale, egli ha diritti e doveri e deve essere posto nelle migliori condizioni per esprimere tutto il suo potenziale.
Noi vogliamo che l’attuale carta Ersu, finora utile solo ed esclusivamente a coloro che frequentano la mensa, diventi una vera e propria carta di cittadinanza studentesca e che sia a disposizione di tutti i trentacinquemila studenti dell’ateneo cagliaritano: questa deve diventare il primo strumento per poter accedere non solo ai servizi strettamente connessi all’Ersu, ma anche a quelli offerti dall’Università e dall’intera città.
Noi vogliamo che ad essa vengano collegati tutti i servizi essenziali quali la mensa, le biblioteche, le aule informatiche, il Cus, i trasporti (Ctm e Arst) e l’assistenza sanitaria, ma pretendiamo che a questi vengano aggiunti tutti i benefici e le agevolazioni che le attività private vorranno offrire, tramite una convenzione con l’Ersu, quali attività commerciali e di ristorazione (negozi, bar, pizzerie, ristoranti, etc), culturali e ricreative (cinema, teatro, concerti, laboratori, impianti sportivi, etc).
In questo modo vogliamo non solo migliorare la vivibilità degli studenti, ma anche arricchire il tessuto socio culturale della comunità cittadina.
- Borse di studio
Noi vogliamo che venga aumentato lo stanziamento di risorse finanziarie affinché tutti gli idonei ricevano la borsa di studio che gli spetta di diritto.
Vogliamo inoltre che questa borsa garantisca veramente una vita studentesca dignitosa e rispettabile, e che essa sia adeguata al costo della vita in costante aumento; ciò deve avvenire attraverso parametri che sappiano tenere meglio in considerazione l’importanza del merito e le difficoltà dei redditi inferiori.
Vogliamo quindi un maggior controllo dei redditi di coloro che conseguono la borsa di studio per fare in modo che a beneficiare della stessa sia chi veramente la merita e ne ha bisogno.
Esigiamo maggiori controlli fiscali incrociati fra ERSU e Università, trasparenza nel bilancio dell'ente e condanniamo le politiche scellerate dei tagli e i prestiti d'onore.
E’ necessario opporsi a queste politiche, riportando le borse di studio a essere lo strumento principale per offrire la concreta possibilità agli studenti di godere del diritto allo studio; è necessario farlo ora perché, dopo alcuni anni di sperimentazione, che ha visto come protagonista anche l’ateneo di Cagliari, la riforma Gelmini fa entrare ufficialmente nel diritto allo studio i presti d’onore, dandogli il nome altisonante di fondi di merito. Intendiamo impegnarci in ogni sede per difendere le borse di studio quale strumento essenziale per il pieno godimento del diritto all’istruzione e lo faremo come abbiamo sempre fatto: ascoltando, informando e coinvolgendo gli studenti.
- Le disabilità e l’abbattimento delle barriere
Il tema legato ai servizi per gli studenti disabili non può continuare ad essere trattato in modo marginale. In linea generale vogliamo arrivare ad un'integrazione organica dei servizi ERSU con quelli universitari. Crediamo che il diritto allo studio debba essere garantito con continuità agli studenti con più o meno forti disabilità presenti nel nostro ateneo, in quanto uguali a tutti noi. La disabilità non è un progetto: non può e non deve avere un inizio e una fine, costringendo studenti e rispettive famiglie a vivere nella continua incertezza. La legge 17 / 99 disciplina e riconosce interventi atti a garantire il diritto allo studio, ma l'ERSU spesso ignora che a fronte degli idonei alla borsa di studio esistono anche degli studenti bisognosi di poter accedere alle esigenze più elementari e che invece spesso si ritrovano esclusi. In questo senso è indispensabile da un lato integrare i servizi dell'ufficio disabilità dell'ateneo con quelli dell'ente, dall'altro intervenire nello specifico affinché l'Ersu metta nelle condizioni di usufruire dei suoi servizi tutti gli studenti disabili.
- Politiche abitative, servizio di ristorazione e Servizi Sanitari
Le case dello studente si trovano attualmente dislocate in punti lontani dai poli universitari e sono strutture in alcuni casi inadeguate ed inefficienti, che offrono poco più di 900 posti letto a fronte di una domanda che supera i 2000.
- La casa dello studente di Via Biasi presenta difetti di costruzione e abitabilità. Inoltre è situata distante dai poli universitari.
- La casa dello studente di Via Roma presenta notevoli difetti di costruzione ed a livello strutturale, nonché enormi costi di gestione e manutenzione.
- La casa dello studente di Via Businco si trova in una posizione periferica ed isolata. Tale isolamento è poi accentuato dagli scarsi collegamenti esistenti tra essa, i poli universitari ed il centro della città.
- La casa dello studente di via Montesanto si presenta oggi come una struttura in decadenza, bisognosa di forti manutenzioni sia all’interno delle camere che negli spazi attigui.
- La casa dello studente di via Trentino è l’unica ad offrire i servizi per i disabili, nonché l’unica struttura concepita come Casa Alloggio per studenti.
Noi vogliamo che venga rimodulato in tempi brevi il piano di residenzialità predisposto dall’ente ERSU (in comune accordo con Università, Comune e Regione) nel 2009 e mai portato avanti, e che gli venga data attuazione, ma anche che vengano rinnovate in modo adeguato le strutture già esistenti.
Soprattutto, è nostro interesse che vengano realizzati in breve tempo:
- Una mensa con cucina presso la cittadella di Monserrato, aperta in orario diurno e serale e con un orario di chiusura al passo coi tempi;
- La realizzazione di una nuova mensa nei pressi del polo economico- giuridico e l’ampliamento di quella in piazza d’Armi (Via Trentino).
- La realizzazione del campus universitario in viale la Playa, che contenga al suo interno almeno 800 nuovi posti letto.
Nel frattempo, per ridurre i problemi relativi alla difficoltà di raggiungere in tempi ragionevoli le mense, porteremo avanti una proposta alternativa, ovvero quella di dare la possibilità agli studenti di sostituire i pasti in mensa, inclusi nelle borse di studio e non, con dei buoni pasto spendibili presso attività di ristorazione convenzionate con l’ente e limitrofe alle facoltà (bar, paninoteche etc).
Noi vogliamo modificare il regolamento ora in atto presso le case dello studente, un regolamento eccessivamente restrittivo e limitante delle libertà degli studenti che vi abitano e che comunque, per potervi abitare, si vedono decurtata la borsa di studio per un importo pari alla metà del contributo ricevuto.
In particolare vogliamo che vengano rivisti gli articoli: 8, 12, 13, 15.
L’articolo 8 tratta i doveri e le prescrizioni alle quali chi abita nella casa dello studente deve attenersi. E’ un articolo che va doverosamente rivisto, poiché talune prescrizioni sono eccessive.
L’articolo 12 concede l’accesso all’interno delle case di persone non assegnatarie (ospiti esterni) solo ed esclusivamente fino alle 24:00. Ciò che noi vogliamo è vi sia un libero accesso alla casa. Ogni studente deve di fatto sentirsi come a casa propria e non deve vedersi negata la possibilità di poter ospitare qualcuno a dormire.
L’articolo 13 consente al personale amministrativo di accedere ad ogni camera di ciascuno studente anche in sua assenza. Crediamo che sia decisamente lesivo della privacy di ciascun abitante la possibilità che, ad ogni momento, il personale possa entrare nella sua camera. Questa norma va decisamente riconsiderata: solo ed esclusivamente in presenza dei possessori della stanza il personale può entrarvi e, soprattutto, senza finalità di ispezione (termine quest’ultimo che, al solo pensiero, ha generato un clima inquieto, insofferente e teso all’interno delle case).
L’articolo 15 tratta il tema della rinuncia al posto alloggio, affermando sostanzialmente che lo studente che superi i 36 giorni di assenza a trimestre, perde d’ufficio il beneficio e sottolinea la metodologia - che deve essere omogenea - di registro delle assenze tramite una firma quotidiana dello stesso studente. Pretendiamo che il regolamento sia applicato correttamente in ogni casa e che la modalità di rilevamento delle assenze sia realmente omogenea e che si verifichi tramite una firma quotidiana degli inquilini tra le 07:00 e le 23:59 del giorno. Vogliamo inoltre che ciascuno studente possa, in qualsiasi momento, prendere visione del numero delle sue assenze, cosa non sempre concessa dall’amministrazione a noi studenti, per altro con la debole giustificazione di “questione di privacy e di affari interni”.
Ci opponiamo fermamente a pratiche poste in atto in passato dall’Ente, quali l’affitto temporaneo e a pagamento di una stanza libera all’interno della casa, in quanto ciò genera poca trasparenza e scontento negli studenti, considerato anche l’elevatissimo numero di idonei non beneficiari che potrebbero occupare la medesima.
Al momento, nell’ateneo cagliaritano, sono presenti circa (veri o presunti) 19.000 fuori sede; il prezzo medio di una camera sta raggiungendo cifre assurde in proporzione alla qualità delle strutture e dei servizi offerti. Noi vogliamo istituire, presso la sede amministrativa dell’Ersu, un organo di tutela e di supporto per tutti gli studenti fuori sede che non possono usufruire degli alloggi nelle Case dello Studente e che devono arrangiarsi alternativamente. Pretendiamo l'obbligo dell'utilizzo, da parte dei proprietari degli immobili, del contratto studenti (legge 431/98), affinché si ponga immediatamente fine allo strozzinaggio e al ricatto portato avanti da molti locatori. D’altra parte, tale regolare contratto d’affitto risulta per gli studenti fuori sede assolutamente necessario, non solo per avere una onesta, corretta e tranquilla vita universitaria e sociale, ma anche per poter beneficiare a pieno titolo della borsa di studio e del fitto casa.
Notevoli problemi si presentano ai nostri occhi nell’istante in cui uno sfortunato studente fuori sede abbia bisogno di cure mediche, di medicinali o di un semplice certificato medico; questo si ritrova ancora oggi costretto, nel momento del bisogno, a recarsi al pronto soccorso, alla guardia medica, o a rientrare nel proprio paese di origine, con tutti i disagi che ne possono derivare sia dal punto di vista della sua salute, che dal punto di vista della sua carriera universitaria. Noi vogliamo che, attraverso il possesso e la presentazione della carta dello studente, ogni studente si possa rivolgere ad un qualsiasi medico condotto della città, senza che ciò gli comporti ulteriori oneri e spese.
- Politiche di aggregazione e Associazioni Culturali
Ciò che noi vogliamo sia la nostra formazione ed esperienza universitaria non può e non deve esaurirsi nello statico apprendimento nozionistico odierno, che si limita spazialmente e culturalmente alle quattro mura della facoltà, ma deve diventare un vero e proprio bagaglio culturale che si arricchisca di giorno in giorno e che ampli i nostri interessi, dandoci in ultima analisi uno sguardo d’insieme, attento e flessibile verso il mondo esterno. Da questo punto di vista, un ruolo fondamentale viene svolto dalle associazioni culturali, che rappresentano un’importantissima risorsa per il nostro ateneo e per la città. Queste, attraverso le loro attività, contribuiscono al miglioramento culturale e sociale degli studenti e di tutti coloro che ne usufruiscono (approfondendo tante volte quelle tematiche che, volenti o nolenti, non si riesce ad approfondire nella quotidianità dell’università), o di quei servizi che l'Ersu non può offrire in modo diretto.
Allo stato attuale le associazioni non riescono ad esprimere tutto il loro potenziale per diversi motivi: il poco interessamento dei giovani per certi tipi di cultura, la mancanza di risorse finanziarie, la mancanza di spazi (sale e sale riunioni).
Noi vogliamo che ci sia:
- una maggiore rapidità nell’erogazione degli anticipi e dei saldi relativi ai contributi che vengono concessi;
- una maggiore flessibilità da parte degli uffici competenti;
- una maggiore e più frequente comunicazione (mail) tra uffici e associazioni riguardo alla comunicazione scadenze, il calendario degli utilizzi delle sale su internet, la possibilità di prenotazione delle stesse tramite il sito dell’ERSU.
Un altro problema legato alle associazioni è la comunicazione delle proprie iniziative al pubblico, ovvero la pubblicità delle proprie attività e dei propri progetti. Queste, con i contributi loro assegnati, non possono ovviamente sostenere grosse campagne pubblicitarie, sia perché non ne hanno le risorse finanziarie, sia perché spesso e volentieri, per diversi motivi, non si riesce a programmare tutto per tempo.
Noi vogliamo che l'Ersu si faccia carico di tale necessità delle associazioni. L’Ente deve dare un ulteriore aiuto per pubblicizzare in modo migliore le diverse attività realizzate. Ciò è possibile anche a costo zero, attraverso l’invio di una comunicazione, riguardante una determinata attività o evento realizzato dall’associazione, a tutti gli studenti iscritti alla sua mailing- list.
Inoltre, un ennesimo problema che riteniamo basilare è la quasi totale mancanza di spazi di aggregazione, di socialità e di svago e l’infinita burocrazia per poter usufruire dei pochi a disposizione.
Molte associazioni, per via delle poche risorse o della “giovane esistenza”, non hanno la possibilità di potersi dotare di una propria sede dove riunire tutti i soci e i simpatizzanti e preparare al meglio le proprie attività.
Bisogna mettere a disposizione delle associazioni e degli studenti tutti quegli spazi o uffici, presenti ad esempio nella struttura di Via Trentino e nella sede amministrativa dell’Ersu. Questi, infatti, essendo pressoché inutilizzati dall’Ente, potrebbero benissimo diventare le sedi, le sale riunioni e le sale studio/lettura per le più diverse associazioni o, più semplicemente, per i gruppi di studenti.
- Politica amministrativa
Noi porteremo avanti una politica amministrativa che miri ad una maggiore informatizzazione da parte degli uffici e dell’Ente tutto, e pretendiamo una maggiore trasparenza e responsabilità amministrativa e gestionale sia da parte degli organi, che da parte degli uffici e delle strutture dell’Ersu.
Per un Ersu nuovo, dinamico e proteso verso il nostro futuro!
Voltiamo Pagina!
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